domenica 1 settembre 2013

Ironman Kalmar 2013: frazione di nuoto

La notte non ho dormito bene e alle 4.30 quando la sveglia avrebbe dovuto suonare eravamo già in piedi.

Ho cercato di fare colazione ma sono riuscita a mandare giù solo un pezzo di banana. Mi guardavo intorno, tutti mangiavano, possibile che solo io avevo lo stomaco chiuso??
Passeggiamo fino alla zona cambio. Togliamo i teli proteggipioggia alle bici, pompiamo le ruote, sistemo le ultime cose nelle buste dei cambi e via verso la partenza.

Infilo la muta, un po di vasellina sul collo per proteggere dallo struscio con la muta, sembra che non abbia aiutato poi molto e via verso il pontile.


Sembra proprio che questo Ironman sa da farsi!

La frazione di nuoto: 3.8 km

È stata un incubo!

Frazione nuoto Ironman Kalmar 2013, sembra che nel 2014 venga cambiata!

Non avevo nessuna idea di dove mettermi. Avevano organizzato la partenza in modo che gli atleti si raggruppassero secondo il tempo che avevano previsto di fare, quelli che pensavano di riuscire a fare 55 minuti a sinistra e via via a destra di 5 minuti in 5 minuti.
Avevo ricevuto i consigli più svariati: mettiti ultima nel gruppo più veloce, così quelli veloci vanno via e tu hai acqua libera. Mettiti prima nel gruppo dei più lenti così i più veloci sono già andati e quelli lenti non hanno fretta di nuotarti sopra. Non avevo nessuna idea di cosa fare...eravamo 2000 a partire, sarebbe stato un caos comunque!

Ero entrata in acqua e 5 minuti dalla partenza stavo ancora lì a cercare di capire cosa avrei dovuto fare. Non mi ero riscaldata e probabilmente non avrebbe fatto nessuna differenza. Un bacio al mio sambo e lo perdo subito di vista, chissà dove si era messo.

Cammino verso gli altri, tra i gruppi 55 e 60 minuti. Mi chiedevo che fare quando vedo Karin, una ragazza al suo decimo triathlon sulla distanza Ironman. La guardo, era così concentrata e mi sono detta beata lei che sa che fare. In quel momento guardo l'orologio, 1 minuto alla partenza, resto dove sono e PANG!!!

Improvvisamente un caos di  braccia, mani, gambe, piedi e cuffie bianche, tutti verso la prima boa. Non capisco niente, nuoto e cerco aria da respirare. Non c'è spazio, non c'è possibilità di scegliere dove nuotare, dovevo solo seguire la marea e così ho fatto. Ho cercato di non andare nel panico, Oriana, mi dicevo, ora non puoi fermarti, ti travolgerebbero. Oriana nuota, e ho nuotato. Cercavo di trovare il ritmo tra chi mi spingeva a destra, chi a sinistra e chi sotto, mi dicevo prima o poi avrai acqua libera...non è successo. Ho bevuto un po', un bel po' e quando siamo passati per due volte nel porto devo dirvi che il sapore dell'acqua non era dei migliori. Ho preso botte, manate in testa, in faccia, ricevuto calci ma ne ho dato anche qualcuno. Sono stata in fila!! Con altri. Si avete capito bene, sono stata in fila in acqua. Alla fine del primo giro quando si entrava in porto c'è stato l'effetto imbuto. Da il mare aperto siamo stati convogliati in 2 corsie, non c'era spazio per così tanti nuotatori e allora si che è stato un combattimento. Centinaia di gambe e braccia che cercavano di mantenersi a galla a velocità zero. Ne ho prese e ne ho date. Nuotando a cagnolino siamo usciti dal porto ed è cominciato il secondo giro. Non pensavo a niente se non che dovevo in qualche modo farmi questi 3860 metri di nuoto. Sentivo la muta strusciarmi sul collo e sapevo che si stava aprendo una ferita. Ho cercato di mandar via il pensiero. Il secondo giro mi è sembrato infinito e diverso dal primo, chissà dove stavo nuotando. Arrivo in porto di nuovo e cerco di stare sul lato sinistro, che nel giro prima mi era sembrato più veloce. Questa volta l'effetto imbuto era minore, si riesce a nuotare, curva di 90 gradi per uscire dal porto ed ecco le rocce! Finisco sulle rocce! Io insieme ad altri. Si doveva girare a sinistra per l'ultimo tratto e tutti spingevano. Ho solo sperato che la muta resistesse, ci mancava solo che si riempisse di acqua. Ora gli ultimi 800 metri. Pensavo solo una cosa, sono quasi fuori. Sono stata in fila anche per uscire, una rampa troppo piccola per quanti eravamo, ma ero fuori. Guardo velocemente l'orologio, sapevo di averci messo tanto, ma non avevo potuto fare altro che nuotare dove e come gli altri avevano nuotato.

Una cosa positiva c'era, non ero stanca!

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